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Nasreen

FRAILTY, Thy Name is Woman!

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Il bacio della morte - Marta Palazzesi Il bacio della morte, dell’italiana Marta Palazzesi, è il primo romanzo della trilogia urban fantasy young adult, dalle tinte romance, "La Casa dei Demoni".

Il romanzo è ambientato in Romania dove, in una sorta di college/centro d’addestramento/palazzo, vivono riuniti dei giovani mezzosangue (figli di demoni e umani, oppure di due mezzosangue) che vengono istruiti per diventare cacciatori di Azura, creature spietate che vivono nel Mondo Sotterraneo e attaccano indiscriminatamente chiunque.

Protagonista principale del romanzo è Thea, mezzodemone col potere di creare sogni, figlia di un’umana veggente e di un potente demone dei sogni armeno, dal carattere irruente e battagliero. La ragazza appare chiaramente come una delle migliori combattenti dell’accademia, nonostante il poco amore per le regole e gli indubbi problemi con le autorità che, però, supera sempre facendo leva sulla sua innata sfacciataggine, coraggio e buona dose di fortuna.

Le cose sembrano procedere verso un destino tracciato, fatto di ronde e caccia agli Azura, almeno fino a quando non arrivano dei nuovi diplomandi all’accademia, e Thea viene assegnata, non, come avevano tutti previsto, alla sua migliore amica di sempre, ma al misterioso e pericoloso Damian.

Da quel momento in poi le cose si faranno sempre più misteriose, pericolose e confuse per la giovane mezza demone. Perché gli Azura sembrano decisamente intenzionati a rapire Serena? Per quale motivo la giovane cugina di Serena sembra odiarla? E, soprattutto, perché il suo cuore batte più forte e la sua mente va in confusione ogni volta che si ritrova a pensare al suo compagno?

"Il Bacio della Morte" è un romanzo ben scritto, decisamente piacevole da leggere e avrebbe potuto riscuotere un buon successo, soprattutto se consideriamo la massiccia campagna pubblicitaria promossa dalla casa editrice Giunti Y, che sembra aver riversato molta attenzione sull’opera d’esordio della Palazzesi.

A riprova del successo della campagna pubblicitaria attuata, basta pensare che in molti hanno atteso con moltissima ansia questo romanzo, salvo poi aver visto le proprie speranze andare in fumo dopo appena qualche pagina.

Il vero problema con gli urban fantasy, soprattutto in questo ultimo periodo, è che sono sempre tutti un po’ uguali. Gli amanti di questo genere hanno, di norma, letto tutto il leggibile, o perlomeno tutte le serie più famose nostrane e d’oltreoceano, quindi trovare qualcosa di memorabile e originale è, di per sé, qualcosa di estremamente difficoltoso, e non si fa mai un caso di stato per qualche somiglianza fra un romanzo e l’altro, bene o male si porta pazienza. Quando però si esagera, i lettori se ne accorgono! Eccome!

È quello che è successo, purtroppo, con il romanzo di Marta Palazzesi. L’autrice ha esagerato nel trarre ispirazione, oppure è stata dannatamente sfortunata.

“Il Bacio della Morte”, che avrebbe potuto tranquillamente conquistare le tre stelle e mezzo, se non quattro, se preso a se stante, viene abbandonato dai più (non da noi, abbiamo voluto arrivare alla fine per vedere e poter giudicare con cognizione di causa!) proprio perché una replica fedele e inquietantemente precisa della serie di Rachel Mead, L’accademia dei Vampiri.

Non si parla di qualche punto in comune, si parla di troppi punti in comune! E la rabbia sta, purtroppo, nel vedere un’autrice che si "affossa" in questo modo, nonostante le indubbie capacità narrative che traspaiono da ogni singola pagina.

Per evitare di essere accusati di giudicare “senza apportare prove a sostegno delle tesi sostenute”, addentriamoci in un breve excursus dei parallelismi che troviamo nei due romanzi, e nelle due saghe.

Trama. Background. Elementi principali.

Entrambi i romanzi hanno la stessa struttura organizzativa sociale. Da una parte abbiamo i vampiri, dall’altra i demoni, è vero, ma in entrambe le opere c’è un'accademia che addestra i mezzosangue per cacciare una sottospecie più cattiva e pericolosa degli originali. Ronde, caccie, addestramenti, esami, Master (figura che potremmo ricondurre a dei capigruppo; figure di responsabilità intermedi fra gli alunni e i vertici di potere). In entrambi i filoni i rapporti fra i Master e gli alunni dovrebbero essere solo di insegnamento/rispetto/addestramento e, in entrambi i casi, l’infrazione di questa regola porterà delle ripercussioni sui protagonisti.
E come dimenticare, ovviamente, la narrazione in prima persona da parte della protagonista femminile?

Personaggi.

Altra nota fortemente dolente sono i protagonisti che, a parte i nomi, ricalcano caratteristiche, atteggiamenti, decisioni e comportamenti dei protagonisti della Mead.

Azura/Strogoi. I cattivi sono sempre i cattivi, come molti potrebbero obiettare. Così è un po’ troppo, però. Figure fisicamente simili alla figura di spicco della serie (demone e/o vampiro) ad eccezione delle lunghe unghie ricurve. Senza scrupoli, senza anima e dalla velocità e forza fuori dalla portata di chiunque, perfino dei demoni/vampiri. Vengono da un Sotto-qualcosa, a seconda del romanzo, e sono animati unicamente dal desiderio di uccidere chiunque. Perché? Troppo presto per saperlo per entrambe le serie, ma senza dubbio sono animali – dal punto di vista negativo del termine – che prendono la decisione di rapire la figlia del capo della comunità in questione. Molto politica e poco bestiale, come scelta, in entrambi i romanzi. Ovviamente.

Thea/Rose. Ironiche, testarde, coraggiose, sfrontate, irrispettose delle regole ma rispettate da tutti proprio per questo. Thea vede i fantasmi perché baciata dalla morte. Rose, invece, viene baciata dalle tenebre e il suo potere… quale sarà mai?

Serena/Lissa. Come accennato precedentemente, eccoci ad analizzare le due “migliori amiche delle protagoniste, nonché figlie del capo/reggente in carica”. Entrambe orfane di una figura genitoriale, entrambe molto potenti (ma, chissà come, sempre a ricasco della protezione dell’eroina, ergo migliore amica) ed entrambe sembrano essere al centro delle macchinazioni malefiche dei “cattivi”. Vogliono rapirle. Giusto per puntare sull'originalità.

Damian/Dimitri. Anche in questo caso il personaggio è tenebroso, con dei segreti, un passato doloroso, fortissimo, sexy, misterioso, scontroso, moro, velocissimo… e innamorato di Thea/Rose. Innamorati di un amore non accettato dalla società, sono colleghi, compagni di caccia, quindi per legge non dovrebbero provare nulla per l’uno per l’altra per evitare che, in fase di scontro, ci siano delle distrazioni tipo: “Salvo la mia amata invece che l’obiettivo/membro della casa reale”. Quando si parla di conflitto di interessi!

Alex/Adrian. Ricchissimi, biondi, freschi, gioviali (ubriacature e via, il top del top!), nobili, dai poteri incredibili e, come è giusto che sia, attratti dalle protagoniste principali (e quindi ecco il terzo polo di quel trio amoroso che ormai sembra essere la tappa fissa in ogni young adult degno di questo nome).

Altri personaggi. A voler essere puntigliosi, cosa che vorremmo evitare, potremmo trovare il doppelganger di molti altri personaggi della serie L'Accademia dei Vampiri in "La Casa dei Demoni". Anche gli amici maschi di Thea, con i quali non ha un rapporto sentimentale o pseudosentimentale, come Shame e Came, hanno il loro “gemello” nei romanzi della Mead. Non mancheranno ovviamente la ragazza invidiosa, la prima donna della scuola, la ragazza facile, ma questo è un problema di mancanza di spessore dei personaggi e di originalità, non tanto di “punti di contatto” con la Mead.

Poteri.

I poteri di queste due razze – demoni e vampiri – sono simili. O, peggio, i poteri dei demoni della Palazzesi non hanno nulla di diverso da quello che possiamo trovare in mille altri romanzi. Compulsione, creare sogni, telecinesi, preveggenza… A conti fatti non c’è nulla che possa contraddistinguerli da normali umani con dei poteri. Niente che li caratterizzi come “demoni”, almeno i vampiri bevono sangue.
Perfino Thea, che è la protagonista, e ha il potere di creare sogni, alla fine non sviluppa e sfrutta questo “raro” potere, se non per far riposare sua mamma senza incubi e per parlare con il fidanzatino. E.questo.non.ha.senso!

In definitiva, quello che brucia veramente, a fine lettura, è rendersi conto che l’autrice ha delle vere e concrete potenzialità. Il romanzo è scritto bene, corretto, scorrevole, fresco e piacevole da leggere in un pomeriggio. Sarebbe stata un’ottima lettura per gli amanti dello young adult, quindi, perché rovinare tutto traendo una così forte ispirazione da un’opera così famosa e quindi facilmente scopribile?

Supponendo invece che l’autrice non abbia mai letto la serie di Rachelle Mead (cosa piuttosto plausibile) e che, per atroce sfortuna, abbia avuto la stessa idea narrativa dell’altra autrice, possibile che nessuno le abbia fatto notare prima di buttarla in pasto ai lettori che il suo romanzo era troppo simile all’altro? Perché non correre ai ripari, modificandolo prima della pubblicazione? Avrebbe avuto senso.

A questo punto il problema di questo romanzo passa oltre alla semplice similitudine fra la Palazzesi e la Mead, il problema è: È mai possibile che non ci sia concesso di leggere qualcosa di diverso? Di originale? Di valente? È mai possibile che, dopo 5 anni dall'uscita di Twilight, siamo ancora qua, con questi libri fotocopia?

Ma questo è un altro argomento e, per quanto io abbia trovato manchevole Il Bacio della Morte, l'autrice non merita di vedersi riversare contro la frustrazione di noi lettori.

In definitiva è un romanzo che non mi sento di consigliare ai lettori, neanche ad un pubblico estremamente giovane, che magari non ha avuto modo di leggere molti YA e che quindi non ha letto la Mead, perché comunque nel libro sono state trattate tematiche come sesso e alcool in maniera totalmente inappropriata per un lettore di 10 o 12 anni. Viceversa il romanzo è completamente inappropriato per un lettore adulto. Non ci resta che attendere il seguito e vedere se, come spesso accade, l'autrice sarà in grado di riprendersi da questo scivolone.