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Nasreen

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La casa della seta

La Casa della Seta - Anthony Horowitz, Manuela Faimali Ci sono alcuni romanzi contemporanei che tutti gli amanti delle opere del celebre Conan Doyle dovrebbero leggere. Non sono numerosi, né troppo voluminosi, ma sono romanzi speciali di cui lo stesso Doyle, ne siamo certi, sarebbe andato fiero. O forse no, dipende da quanto fosse geloso dello splendido personaggio da lui creato: Sherlock Holmes.
A distanza di quasi un secolo dalla nascita del detective più famoso della letteratura internazionale, approda nelle nostre librerie un’opera, firmata dallo sceneggiatore londinese Anthony Horowitz, attestata e riconosciuta nientepopodimeno che dagli eredi dello stesso Conan Doyle. Primo caso in cui, dalla morte dell’autore, 81 anni fa, gli eredi autorizzano uno dei tanti sequel che, fra libri, film e telefilm, hanno spopolato nell’ultimo secolo.
Di questo straordinario, sagace, incredibile e un po’ cinico detective si è raccontato un po’ di tutto, le penne che hanno cercato di tratteggiare una sua nuova “inedita” avventura sono state moltissime, forse troppe, al punto che in molti casi si sia finiti per snaturare l’essenza stessa del famosissimo Sherlock Homes e del suo fido compagno di indagini John Watson.
Delle più attuali opere legate alla figura di Holmes che hanno calcato l’onda della fama del detective ma che hanno cercato di mantenere una certa attitudine al canone Doyliano possiamo annoverare le opere di Andrew Lane, con i suoi libri sul giovane Holmes alle prese con la sua crescita e trasformazione da normale ragazzino benestante a sociopatico detective dalle mente strabiliante, e l’opera televisiva trasmessa dalla BBC “Sherlock”, che ci ripropone uno Sherlock Holmes moderno, ai nostri giorni, con cellulari, chimica moderna e computer, ma interpretato in maniera assolutamente affine all’originale, nonostante il cambio di background, da Benedict Cumberbatch.

Nonostante tutte queste opere si siano avvicinate, più o meno, al solo ed unico Sherlock, è nell’opera di Horowitz che, da fan accaniti, è possibile ritrovare la magia di uno stile assolutamente accattivante, elegante e fedele fin nei minimi particolari all’originale.
Con Anthony Horowitz potrete rivivere una delle magiche avventure di Holmes, ambientata nella Londra del 1890, attraverso un ipotetico ultimo romanzo di Watson che, ormai anziano e ad un anno dalla morte del detective, decide di narrare ai lettori un caso così complesso e scabroso che mai avrebbe potuto divulgare fino a quando l’amico fosse stato in vita.

La Casa della Seta inizia proprio così, con Watson che decide di raccontare di come, pochi anni dopo essersi sposato con la sua Mary, tornato in visita per alcuni giorni dal suo vecchio e più caro amico, si trova ad assistere alla richiesta di aiuto di un giovane mercante di opere d’arte che, perseguitato da un uomo dal volto sfregiato, chiede l’intervento del detective del 221B di Becker Street.

Sherlock e Watson, incuriositi dalla questione, inizieranno a indagare sulla faccenda e sul misterioso pedinatore, fino al punto di finire in un vortice di eventi che li trascineranno in una delle indagini più complesse e dure che entrambi abbiano mai affrontato.

Ci saranno pedinamenti, delitti, accuse e anche un’ipotetica impiccagione per omicidio a carico del nostro Sherlock che, però, grazie alla sua incredibile innata abilità nel ricostruire la verità, indizio dopo indizio, nonché la sua capacità nei travestimenti, riuscirà a scampare alla forca per poi arrivare finalmente a sbrigliare il fulcro della quella matassa di intrighi nel quale era finito.

Questa volta l’epilogo e la scoperta del colpevole segnerà in maniera profonda e probabilmente irreversibile il nostro detective, che, contrario forse al suo credo più assoluto, la Fredda Logica, cederà alla pericolosa passione della vendetta.
Uno dei casi più scandalosi di Sherlock Holmes, in una prospettiva che mai nessuno aveva potuto leggere. Un romanzo assolutamente da assaporare e che, inaspettatamente, in Italia, è stato catalogato come semplice “young adult”. Piuttosto improbabile, in questo romanzo Horowitz non ha scritto nulla di semplice.