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Nasreen

FRAILTY, Thy Name is Woman!

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L'età dei miracoli

L'età dei miracoli - Karen Thompson Walker, Silvia Stramenga Il 28 Agosto si avvicina inesorabile e, con esso, la fine di un estate che ci sta facendo uscire tutti letteralmente di testa per il caldo afoso che imperversa senza pietà. Per molti la fine di agosto significa l’attenuarsi di queste temperature tropicali, per gli altri – i lettori -, la fine del mese significa avere la possibilità finalmente di stringere fra le mani questo piccolo gioiello narrativo, di cui molti avranno certamente sentito parlare.

L’età dei miracoli è, senza dubbio, uno dei libri rivelazione young adult (YA) dell’estate 2012. Un romanzo distopico arrivato in Italia grazie alla riscoperta di un genere portato alla ribalta da libri come Matched (Ally Condie), Hunger Games (Suzanne Collins) e Divergent (Veronica Roth) nei mesi passati. Qua però non si parla semplicemente di un distopico d’eccezione, anche perché se proprio si dovesse trovare un termine appropriato per catalogare questo romanzo potremmo definirlo come un “apocalittico”, qua si parla di un romanzo che riesce a narrare e a mettere a confronto l’enormità di un processo degenerativo terrestre portandolo allo stesso livello dell’enormità di un processo di crescita adolescenziale.

La terra sta rallentando il suo continuo vorticare intorno al sole e su se stessa, la terra si sta fermando e, nella vita di Julia, le cose cominciano a cambiare per forza del “rallentamento” e per via del suo addentrarsi nell'età della transizione: l'adolescenza. Sta crescendo in mezzo al rallentamento e, mentre tutto il mondo intorno a lei impazzisce e deve fare i conti con gli effetti del rallentamento (gli uccelli non riescono più a volare, giornate di 50 ore, la sindrome del rallentamento, persone che impazziscono, la gravità che cambia…), lei si ritrova a dover affrontare i normali problemi di una ragazzina della sua età. I problemi del mondo perciò finiscono spesso per essere in secondo piano rispetto al tradimento della sua migliore amica Hanna, al ragazzo che le piace ma con il quale non ha mai parlato e con lo sfaldarsi della sua, fino ad allora, famiglia felice.

La vita rallenta intorno a lei, l’istinto di sopravvivenza ha la meglio e il genere umano si adatta a questo nuovo, e diverso, modo di vivere, ma per Julia non è realmente importante andare a letto quando sorge il sole o andare a scuola in piena notte e vedere l’alba a fine mattinata. Per lei, e per tutti i ragazzi nell’età dei miracoli, la vita ha un’altra prospettiva, un’altra profondità…

Ed ecco che l’autrice ci porta nel microcosmo di Julia con la delicatezza di un sussurro e ci mostra come la follia dilagante si ripercuote su questa ragazza che cerca con tutte le sue forze di vivere la sua normalità, la sua vita. Non ci sono eroi, non ci sono draghi da sconfiggere o principi da rincorrere; ci sono solamente le pagine di una giovane vita che lotta per la sopravvivenza.

Si mostra così il vero punto di forza di questo romanzo, conquistando l’anima, pagina dopo pagina. Mentre leggiamo le paure di questa ragazzina che vede gli uccelli cadere a terra disorientati e morire, che vede il giorno confondersi e scambiarsi con la notte, che vede gli adulti intorno a lei perdere la calma e lentamente soccombere al cambiamento… Ecco che Julia, con i suoi sentimenti, le sue calme riflessioni, ci mostra come sta crescendo, come sta sopravvivendo al rallentamento. Come sta lasciando la sua giovane età per entrare in quella adulta.

La metafora fra il rallentamento e l’adolescenza appare allora lampante in ogni sua più cruenta sfumatura. Il caos, la paura, il dolore, l’inadeguatezza di doversi adeguare ad un nuovo ritmo, ad un nuovo mondo. Tutto appare tragicamente diverso da ciò che era stato e, allo stesso tempo, così sventatamente eccitante. Molto del vecchio “essere” non sopravvive al cambiamento, qualcosa viene protetto e trascinato nell’età adulta e molto altro viene a formarsi nel tempo.

È cambiamento. È rinascita. È crescita.

È quindi la “crescita” la vera protagonista di questo romanzo che non si mostra più al lettore come un “distopico”, un “apocalittico” o altro. La Crescita ci viene narrata dalla Walker con incredibile destrezza e con il tocco delicato di una madre fra le pieghe di un romanzo che vuole avvolgerti dolcemente e portarti oltre la disperazione di una fine del mondo annunciata, verso la speranza.

L’accentramento completo dell’attenzione del lettore su Julia, grazie soprattutto alla narrazione in prima persona, ha causato uno svilimento dei personaggi secondari che, nonostante le potenzialità, non sono riusciti a risaltare con la stessa luminosità della protagonista. Non è importante, però, perché appare chiaro fin dalle prime pagine che il disastro del rallentamento e la vita quotidiana di Julia non sono altro che un mezzo che l’autrice usa per arrivare più lontano, molto più lontano.

Nonostante i temi trattati siano molti e anche piuttosto complessi, questo libro si è rivelato una lettura piacevole e interessante, anche se un po’ malinconica per chi riesce a leggere oltre la semplice storia di Julia; assolutamente da consigliare a giovani e adulti. Una piccola perla che merita di essere custodita e, magari, anche più di una lettura a distanza di anni: senza dubbio potrebbe rivelare delle sorprese.