Ed eccoci con il terzo libro della saga “A cena con il vampiro” la saga fantasy italiana nata, letteralmente parlando, nel web e seguitissima ancor prima di approdare in libreria.
Questa volta a far parlare Ethan e Liz è Michaela Dooley, un altro membro della Bloody Roses Secret Society, che ci porta con maestria indietro nel tempo rispetto a dove ci eravamo lasciati con Moonligh Rainbow.
Infatti, Raining Stars, è un prequel che ci narra il faticoso e doloroso viaggio che le anime di Ethan Rochester e Elisabeth Campbell dovranno affrontare, ognuno dei due a modo suo, per arrivare ad accettare il fatto che le loro anime sono, ormai, indissolubilmente legate per l’eternità. E in questo caso possiamo proprio dirlo visto che parliamo di vampiri.
Liz, la più coraggiosa dei due, affronterà un lungo viaggio alla cieca per ritrovare il suo Ethan che, in preda ad un apparente ripensamento, l’abbandona a se stessa per poi sparire con tutta la famiglia Rochester.
Dire che ormai la mente, l’anima e il cuore di Liz è inscindibilmente legato a Ethan è eufemismo. La lontananza la fa cedere e il tempo non accenna minimamente a lenire il dolore… Tutto questo finché non deciderà di riprendere in mano la sua vita e partire per riavere Ethan, il suo vampiro.
In tutto il romanzo abbiamo il piacere di tuffarci nei pensieri di Liz e di rileggere alcuni frammenti degli altri libri, il tutto è così ben amalgamato che è quasi incredibile che questi tre libri siano stati scritti da TRE menti, tre donne, tre scrittrici. Incredibile.
Raining Stars è scritto molto bene e l’autrice ha una stile fluido, semplice e coinvolgente. Lo stile è solo impercettibilmente diverso dagli altri due e questa è una delle cose che colpiscono di più.
Nonostante sia quasi impossibile non fare un minimo paragone con la Saga della Meyer, visto che le due saghe ovviamente mantengono alcuni punti di contatto, mi sono ritrovata ad apprezzare molto più la reazione di Liz di quella di Bella all’abbandono del loro vampiro (ecco uno dei punti di contatto di cui parlavo prima).
Se non altro Liz, dopo qualche tempo, ha reagito non arrendendosi alla situazione e per questo, dicevo, ha tutto il mio apprezzamento. A dover essere onesti il paragone, a lungo andare, sarebbe un po’ complesso fra Bella e Liz, soprattutt perché anche volendo una ragazzina di 17 anni non avrebbe comunque avuto al possibilità di affrontare il viaggio verso il “nulla” che ha intrapreso Liz. Senza contare che non Edward non le aveva lasciato nessun incentivo a cui aggrapparsi… E chi leggerà il romanzo della Dooley capirà di cosa parlo.
A proposito di “Bella Swan” devo dire che, credo, sia sfuggito un piccolo particolare alla revisione dell’editor. Infatti in un punto la nostra Liz viene chiamata “Bella” (pag.105). Chi conosce i retroscena di questa saga non ne resterà troppo sconvolto o stupito, succede. Magari un “profano” o meglio un lettore ignaro potrebbe chiedersi tranquillamente “Di chi diavolo stanno parlando?”.
Ho apprezzato particolarmente anche il “ritorno della ragione” di Liz. Alle più romantiche il suo comportamento potrebbe apparire come un tradimento: rendersi effettivamente conto che il suo vampiro è un assassino e, dopo tante ricerche, scappare. Io l’ho interpretato come la giusta fuga di un essere umano con un briciolo di autoconservazione. Per quanto possa essere grande un amore, se è un amore sano e non un ossessione, non si può semplicemente buttare la propria vita o accettare compromessi inaccettabili. Liz questo lo ha comprese… ed è fuggita. Da Ethan e da se stessa.
Molto bello e maturo come momento. Mi è piaciuto moltissimo.
Devo dire che quando mi sono accostata a questo romanzo ero, sì, curiosa ma un tantino esitante visto che si trattava di un prequel. Per quanto mi riguarda, all’inizio soprattutto, ho faticato un po’ a riprendermi con i vari pezzi di libri, che avevo letto mesi prima, e soprattutto a tenere a bada la frustrazione di sapere “già” come sarebbe finito. Non ci posso fare niente, il patos perde di credibilità se sappiamo già, grazie ai due libri cronologicamente successivi, come va a finire.
Dopo qualche capitolo, invece, sono riuscita a lasciarmi dietro le spalle questo particolare e a lasciarmi avvincere dalla trama in sé per sé.
Positivo, davvero positivo anche questo libro del magico gruppo delle Bloody Roses Secret Society. Ora non ci resta che attendere l’autunno per avere fra le mani L’Alba della chimera (Gaiottina) e In una gelida rosa (Folgorata).
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