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Nasreen

FRAILTY, Thy Name is Woman!

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La saga di Amon. La fine del sentiero

La saga di Amon. La fine del sentiero - Paola Boni Eccoci con il secondo romanzo della trilogia "Amon", di Paola Boni. E' passato un anno dal primo romanzo e, assieme alla scrittrice, è mutato anche il metro di giudizio con il quale giudico questo libro. E' questa la ragione che mi porta a dare sempre tre stelle a questo romanzo benché sia, senza dubbio, migliore del primo sotto quasi tutti i punti di vista.

Le danze si riaprono dal terzo Tempio del Sentiero dell'evocazione, già qua siamo tentati a sfogare la nostra frustrazione su tutto quello che ci capita a tiro e, per l'ennesima volta, ritroviamo conferma che la campagna pubblicitaria attuata dalla Casini Editore nei confronti della saga Amon sia, in realtà, più un danno che un vantaggio. Infatti, hanno deciso di ricavare un "fumetto" dalla trama dei primi due templi. Non sappiamo quale mente geniale abbia partorito questa idea, ma è da bocciare. Assolutamente.

Spiacente per la lezione, forse inutile visto che non c'è peggior sordo di chi non vuol setire, ma è il LIBRO il cuore e il punto di partenza di tutta la campagna marketing! Il lettore deve aver la possibilità di conoscere TUTTA la storia leggendo i libri, non solo quello che vi pare per fargli comprare il fumetto! Potete fare spille, video, poster e quello che volete ma io, pirla che leggo il secondo libro, voglio sapere che succede nei primi due templi e non passare mezz'ora nel tentativo di capire perché, questo inizio, sembra così fastidiosamente scollegato dal precedente romanzo!

Sta diventando fortemente fastidioso tutto questo marketing attorno ad una saga che, altrimenti, sarebbe assolutamente godibile. Purtroppo, però, i commenti dei lettori in libreria sono "Tutta questa roba per un libro? Neanche fosse Harry Potter!", chiaro? Quello che fa più arrabbiare è che il materiale su cui puntare la casa editrice l'avrebbe perché Paola Boni è giovane, forse inesperta come dicono molti, ma ha fantasia, estro, capacità narrative e chiaramente si sa migliorare ed evolvere, come autrice. Questo secondo romanzo ne è una prova concreta, per chi fosse ancora scettico. Il rischio di bruciarla, se continuano a sminuire il suo romanzo bombardando i lettori di trovate inutili e dannose come questa, è concreto.

Tornando al romanzo, possiamo dire che uno dei punti che sono stati risolti benino è il cambiamento di POV che viene sostituito in parte con i frammenti del diario di Claire. Gli altri personaggi continuano a confonderci un po' con i cambi repentini di POV, ma è tutto molto più gestibile del precedente romanzo, migliore e più curato. Anche la questione refusi sembra essere migliorata, finalmente.

L'effetto "manga", come rinominato da alcuni, è stato praticamente eliminato e questo ci rende la lettura delle scene d'azione (che abbondano con tanto di sangue annesso e connesso) sempre più piacevoli. Sono veloci, scenografiche e coinvolgenti: senza dubbio, rappresentano un punto di forza di Paola Boni.

Anche i personaggi di Claire e Daniel assumono maggiore importanza anche se, ad un buon lettore, uno dei protagonisti silenti di questo romanzo è la Scelta. Tutto ruota intorno alla scelta di Daniel. Combattere o accettare il proprio destino? Chi avrà la meglio alla fine del sentiero? E quali saranno le conseguenze di questa scelta? Come reagiranno gli altri di fronte alla sua decisione? E Claire? Quale sarà, invece, la scelta della giovane?

Daniel arriverà alla fine del fantomatico sentiero, Claire affinerà le sue capacità magiche, e David e Gael...
Purtroppo i frammenti ironici di Baal sono stati drasticamente ridotti ma, a prescindere dai gusti personali, la scelta risulta appropriata con l'intero assetto del romanzo, che abbandona fin dall'inizio i toni più tranquilli e sereni del primo libro. Che peccato, però, Baal è veramente un personaggio incredibile.

E' un romanzo cupo, decisamente dark e dalle tinte sanguinee (sangue versato da diversi innocenti). Anima pura o Anima dannata? Quale sarà la via da percorrere in un ambiente dove bene e male sembrano fin troppo intimi e quasi inscindibili?

Barcellona, Berlino e una vasta gamma di tradizioni pagane europee che si amalgamano con il nostro mondo rendendolo diverso, più minaccioso e quasi irriconoscibile. I druidi, negromanti, demoni, famigli ed evocatori si contendono la scena continuamente, fra un capitolo e l'altro, riga dopo riga.

Un romanzo che, nonostante le critiche, preso singolarmente, benché non privo di difetti, è comunque una massima espressione di "accettazione", da parte dell'autrice, delle critiche ricevute in passato. Il suo stile è migliorato sensibilmente e si è evoluto al punto che non ci restano dubbi: il terzo e ultimo romanzo della trilogia sarà un piccolo gioiello. Dovremo solo scoprire quali saranno le tinte che lo faranno risplendere, secondo i desideri della Boni.